logo
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Aenean feugiat dictum lacus, ut hendrerit mi pulvinar vel. Fusce id nibh

Mobile Marketing

Pay Per Click (PPC) Management

Conversion Rate Optimization

Email Marketing

Online Presence Analysis

Fell Free To contact Us
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Aenean feugiat dictum lacus

1-677-124-44227

info@your business.com

184 Main Collins Street West Victoria 8007

0461 095552 - 389 7810856

Via Petrarca 22C Pergine Valsugana

Top

OUSMAN, CORSA E IMMIGRAZIONE

OUSMAN, CORSA E IMMIGRAZIONE

Da molti mesi nei social impazza il dibattito tra chi è favorevole all’immigrazione ed è convinto che si debba aiutare i migranti provenienti con i barconi dall’Africa e chi invece vorrebbe mettere un freno a questo fenomeno, che porterebbe, secondo la visione di questi ultimi, un aumento della delinquenza in Italia.
Dibattiti che spesso si trasformano in veri e propri scontri verbali dove un punto di incontro non si trova mai, tutti convinti delle loro ragioni.
In questo continuo scontro noi non siamo mai riusciti a farci un’idea precisa.
Il nostro limite è di non possedere le competenze e gli strumenti per costruirci un’opinione a riguardo.
Ci definiamo quindi degli “ignoranti” in materia, non per disinteresse o menefreghismo, ma semplicemente perché quelle informazioni che dovrebbero essere fornite da stampa e televisione sono troppo spesso alterate e strumentalizzate, sia in un senso che nell’altro, non permettendo quindi di capire bene come stanno realmente le cose.

Vogliamo però raccontare una storia… Una storia che coinvolge uno di questi immigrati e che ci ha coinvolto in prima persona. Si tratta quindi di una storia non filtrata da altri ma toccata e vissuta direttamente.
Storia che non vuole avere alcuna morale o dare alcun insegnamento (non ci sentiamo in grado di farlo…), ma che vuole essere solo… Una storia!

Lui si chiama Ousman Jaiteh, ha 28 anni e proviene dal Gambia.

Nel suo paese Ousman studiava.
Inizialmente era iscritto a scienze politiche per seguire le orme del padre che in Gambia era un politico conosciuto. Poi ha deciso di cambiare strada optando per il corso di economia e di business management.
Nell’ottobre del 2013 però la sua vita, purtroppo, cambia radicalmente.
Il governo brucia la casa di famiglia di Ousman e suo padre, oppositore della dittatura presente nel paese, viene arrestato.
Ousman è costretto a scappare con il fratello. Inizialmente approda in Senegal ed in seguito in Libia.
Alla fine del 2015 riesce a prendere uno di quei famosi barconi della speranza diretti In Italia, dove sbarca il 1° gennaio del 2016 sull’isola di Lampedusa.

Giunto in Italia, Ousman fa subito richiesta di asilo.
Viene portato in Trentino, più precisamente a Trento, insieme ad altri ragazzi africani.
Ad eccezione dei corsi di lingua per imparare l’italiano, le giornate di Ousman non prevedono altri impegni.
Soldi in tasca non ne ha. Sarebbe stato quindi facile per un ragazzo debole o privo di un’etica forte, lasciarsi andare in attività “poco corrette” o essere avvicinato da persone poco raccomandabili che, in cambio di qualche soldo, gli avrebbero potuto proporre
attività delinquenziali.
Ousman però è diverso; ha un senso di giustizia innato, rispetto per gli altri e così decide di riempirsi il tempo in un altro modo… Andando a correre.
E’ dotato Ousman; qualcuno lo nota e lo iscrive alla mezza maratona di Trento.
I giornali parlano di lui, raccontano la sua storia.
A quella gara Ousman corre con un paio di scarpe da bancarella al mercato prese chissà dove e, con l’entusiasmo degli inesperti, parte come un razzo.
L’energia finisce presto ma Ousman non molla e termina la sua gara in un onorevole 19° posto in 01h15’53”.

Poche settimane dopo ci presentano Ousman e ci chiedono se ce la sentiamo di allenarlo.
Accettiamo di buon grado anche perché quel ragazzo ci aveva subito ispirato simpatia.
Inizialmente comunicare con lui non è stato semplicissimo dato che il suo italiano era ancora molto stentato.
Decidiamo di parlare tra noi in inglese, lingua che lui conosce molto bene (meglio di noi…) e con la quale però riusciamo ad avere una buona comunicazione.
Ousman non ha un computer, non ha una mail. Spediamo il suo programma ad Elena che vive a Borgo Valsugana e che lavora con i richiedenti asilo.
Elena e suo marito Graziano, dopo alcuni mesi di permanenza di Ousman a Trento, iniziano ad ospitarlo nella loro casa di Borgo.

Decido di affrontare insieme ad Ousman uno dei suoi primissimi allenamenti: un fondo collinare di 16 km.
Me lo ricordo ancora bene quell’allenamento: Ousman non era proprio capace di andare piano, di gestire il ritmo, ad ogni salita spingeva forte.
La sua autonomia durò però per pochi chilometri. Alla fine fece fatica a terminare il chilometraggio previsto ed ogni salita diventava per lui come il monte Bianco.
Onestamente, dopo quell’allenamento, non avrei scommesso un euro che sarebbe potuto diventare un atleta forte. Pensavo che, applicandosi, avrebbe al massimo potuto correre una mezza maratona intorno all’01h09’-01h10’.
La settimana successiva facemmo di nuovo insieme un allenamento simile a quello della settimana precedente.
Dalla settimana prima Ousman era già incredibilmente migliorato molto… Non andò in difficoltà, corse bene, ci divertimmo molto.
La terza settimana corremmo ancora insieme l’allenamento collinare in programma.
Per me fu un calvario… Per stargli dietro dovetti dare fondo a tutte le mie energie.
Lui correva facile, apparentemente senza fatica, io ero al gancio (in quel periodo ero anche abbastanza allenato…).
Non ci fu un quarto allenamento insieme… Andava troppo forte per correre insieme.

I mesi passarono e Ousman partecipò alle prime gare e, sconfessando le previsioni del primo allenamento fatto insieme, iniziò ad andare davvero forte, vincendo molte delle gare a cui partecipava.
Nell’estate del 2017 ci siamo persi un po’ di vista, ma a novembre di quell’anno abbiamo ripreso la nostra collaborazione.
Il resto è storia di questi giorni.
Ousman è arrivato a correre la mezza maratona in 01h05’47” correndo da solo dal primo all’ultimo metro.
Domina la stragrande maggioranza delle corse qui in Trentino e ancora non sappiamo quali possano essere i suoi margini di miglioramento.
Nel frattempo Ousman, dopo un periodo di tirocinio in un’azienda di Scurelle, ha iniziato a lavorare e a rendersi economicamente indipendente… Nel suo lavoro di carpentiere sembra essere anche molto apprezzato.

Per noi sarebbe bello che il fenomeno dei migranti avesse il volto di Ousman.
Un ragazzo scappato da una reale dittatura, che ha attraversato il mare per costruirsi una nuova vita e che in Italia si è tirato su le maniche, ha lavorato e si è adattato alla nostra vita e alla nostra cultura senza però tradire le sue origini e soprattutto senza mai tradire la fiducia e l’aiuto che gli è stato dato… Un esempio che tutti dovrebbero imitare, migranti e non…
Certo… Nello stesso barcone di Ousman probabilmente è anche arrivato qualcuno che qui in Italia ha rubato, spacciato, picchiato o altro.
Ma noi abbiamo avuto la fortuna di conoscere lui e di questo siamo davvero contenti.

In bocca al lupo Ousman per i tuoi prossimi importanti appuntamenti!