logo
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Aenean feugiat dictum lacus, ut hendrerit mi pulvinar vel. Fusce id nibh

Mobile Marketing

Pay Per Click (PPC) Management

Conversion Rate Optimization

Email Marketing

Online Presence Analysis

Fell Free To contact Us
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Aenean feugiat dictum lacus

1-677-124-44227

info@your business.com

184 Main Collins Street West Victoria 8007

0461 095552 - 389 7810856

Via Petrarca 22C Pergine Valsugana

Top

I PLANTARI POSSONO DAVVERO AIUTARE?

I PLANTARI POSSONO DAVVERO AIUTARE?

“… Ho una gamba più lunga dell’altra… Ho il piede piatto… Ho il piede cavo… Soffro di fascite plantare… Soffro spesso di tendinopatia all’Achileo… Soffro di metatarsalgia… Dieci anni fa mi sono rotto il piede… Per questo motivo l’ortopedico mi ha prescritto i plantari”.

Ma siamo così sicuri che i plantari risolvano tutti i nostri problemi? Non è che per caso sia solo un business che serve ad arricchire tecnici ortopedici (tecnici ortopedici non MEDICI… Anche se hanno il camice bianco…) che per un plantare, che a loro costa non più di 10 euro, ce lo fanno pagare spesso diverse centinaia di euro?

Analizziamo un po’ la situazione.

Il corpo umano ha una grandissima capacità… Quella di trovare nel corso degli anni i propri aggiustamenti e i propri equilibri.

Si crea quindi in modo istintivo, o aiutato dalle esperienze motorie vissute soprattutto in età infantile e adolescenziale, un equilibrio posturale che è assolutamente personale e che permette di compensare eventuali dismetrie o caratteristiche antropometriche particolari.

Crescendo (o invecchiando…) e iniziando a fare sport (o intensificandolo…), sopraggiungono i primi dolori e i primi fastidi.

Si va dal medico di base che ci spedisce dallo specialista che a sua volta ci invia a fare lastre ed esami vari.

Diagnosi in mano l’ortopedico ci dice: “…Signor Trirunnis… E’ normale abbia mal di schiena, ha una gamba più corta dell’altra di 10mm, c’è bisogno di un plantare per rendere simmetrico il suo corpo…”.

Oppure ci dice “…Signor Trirunnis… E’ normale che abbia male al ginocchio dato che tibia e femore non si vanno ad articolare bene. Questo ha prodotto un consumo precoce della cartilagine. Se vuole continuare a correre ci vuole un plantare…”.

Oppure “…Signor Trirunnis… E’ normale abbia male alla Zampa D’oca. Lei ha i piedi piatti e questo comporta un eccesso di pronazione durante la corsa che sovraccarica l’interno del ginocchio… Serve un plantare…”.

Che poi non è matematico che chi ha il piede piatto proni quando corre (ma non diciamolo in giro sennò sfatiamo un altro falso mito dei podisti…).

Il signor Trirunnis, che per la salute farebbe di tutto, va dal tecnico ortopedico (amico dell’ortopedico…) e si fa fare un plantare SU MISURA per lui.

Il tecnico ortopedico con il camice bianco (anche se non è un medico…) ci fa salire sulla scatoletta magica, prende il calco dei nostri piedi, attraverso uno scanner ci fa una fotografia alla base dei piedi rigorosamente statica o al massimo facendoci fare due passi su un tappetto di un paio di metri, e con queste informazioni ci confeziona il nostro bel plantare.

Tutti contenti lo paghiamo qualche centinaio di euro e ce lo infiliamo nelle nostre scarpe da running.

Scarpe da running che magari hanno oltre 700 chilometri e che abbiamo preso on line in offertona (perché magari modello di due anni prima…) su Amazon senza sapere se è un modello adatto alle nostre caratteristiche.

Risultato di quell’acquisto?

Possono essere di vari tipi.

  • Miracolosamente si guarisce!

Qui però sorge la domanda… Sarà veramente stato merito del plantare o del fatto che sono tre mesi che non si corre e il riposo ha fatto il suo effetto?

  • I dolori per cui siamo andati dal medico spariscono ma se ne creano di nuovi generati da una postura nuova forzata dal plantare, postura alla quale il nostro corpo non è abituato e che sente innaturale.
  • Non spariscono nemmeno i dolori per cui siamo andati dal medico.

Subentrano poi altre problematiche:

  • Le scarpe da running non nascono per essere utilizzate con ortesi plantari ma con le loro solette originali. Un plantare snatura la scarpa così come è stata “pensata” dagli ingegneri che l’hanno disegnata, testata, costruita e immessa sul mercato.
  • Snaturando la scarpa, i plantari fanno si che questa fasci in modo “anomalo” il piede (di solito lo sollevano di qualche millimetro rispetto all’allocazione originaria…) e tale anomalia porta ad uno sfregamento altrettanto anomalo del piede sia sulla tomaia esterna che sul mesh del collarino interno, sfregamento che induce la scarpa a bucarsi e a rovinarsi prima.
  • Un plantare rigido sotto al piede fa perdere le capacità ammortizzanti della calzatura. E’ assodato che la parte morbida della scarpa deve essere sempre a contatto con il piede.
  • Un plantare rende la scarpa meno flessibile durante la rullata creando delle fastidiose resistenze.
  • Un plantare può far arrivare a pesare una scarpa ben oltre 50 grammi in più (e si sentono tutti…).

Ma come facciamo quindi a risolvere i nostri problemi se i plantari non ci aiutano?

  • Scegliendo scarpe sufficientemente ammortizzate e protettive che non eccedano però negli spessori e nella morbidezza per non limitarne la stabilità.
  • Facendo un vero test dell’appoggio che va eseguito correndo (possibilmente non su tapis roulant, dove più che correre saltiamo per far si che il nastro passi sotto ai nostri piedi…). Dato statistico: su oltre 500 test fatti in corsa e su superficie statica (una corsia in tartan…), un buon 50% di persone hanno un appoggio in pronazione su almeno un piede. In questo caso una buona scarpa stabile con un post o un sistema anti pronazione efficace, rappresenta la soluzione migliore.
  • Diminuendo i chilometri sia come volume generale, sia come lunghezza delle singole uscite.

Ma soprattutto… Rinforzando la muscolare stabilizzatrice di tutte le articolazioni maggiormente sollecitate dalla corsa.

Ginnastica funzionale, ginnastica propriocettiva, macchine isotoniche, stretching, mobilità articolare… Sono tutte ottime strategie conservative e preventive che ci terranno lontani dagli infortuni e, se infortunati, ci faranno riprendere più velocemente.

Il tutto senza spendere soldi inutili per plantari che (ripetiamo…) snaturano le nostre calzature e non risolvono i nostri problemi.

Ultima annotazione… Se proprio dovete usare i plantari, fateveli fare da persone davvero esperte, che vi fanno degli esami approfonditi e per problemi seri.

Se poi li usate solo sulle scarpe da riposo o da lavoro… Meglio!

 

P.S. Diversi anni fa, di sodi per plantari, ne abbiamo buttati anche noi.